Vita da Libraio

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La magia delle librerie ai tempi dell’Italian Book Challenge

La magia delle librerie ai tempi dell'Italian Book Challenge

Beh per fare di un libraio un libraio-di-lettore ci vogliono anni, forse una vita, per fare di un lettore il lettore-di-libraio ci vuole poco, a volte davvero solo un istante, e non ci si lascia più; potrai andare in un’altra libreria ma sarai sempre un mio lettore, potrò cambiare attività ma resterò sempre il tuo libraio, non è facile spiegare meglio questo concetto ma son certa che lettori e colleghi librai hanno capito, e attenzione, lo stesso vale anche per i lettori che non ci stanno particolarmente simpatici o per quelli a cui noi risultiamo antipatici, è come una polverina magica, quella di Pollon tanto per capirci, non si sa bene di cosa sia composta ma dona l’allegria o per lo meno una buona storia e tanto basta a piacersi reciprocamente. Ecco, poi però, come a volte per far nascere queste storie d’amore o di disamore-amorevole (sempre per procurarsi la materia che amiamo tanto, storie! storie! storie!), ci vuole uno chaperon, una balia, un’agenzia matrimoniale che spinga le due parti ad incontrarsi, ecco che lì, un giorno, in apparente silenzio, nel piccolo grande mondo delle librerie e dei lettori apparve lui, l’IBC, e fu subito amore! Non penso molti possano dire, purtroppo, di avere un lavoro che ogni giorno può farci innamorare, noi librai sì (e questo lato è sempre molto utile verso la fine del mese quando la coperta va tirata un po’ qua un po’ la per far tornare conti e duchi e principiare a farci sentire re e regine), e come dicevo noi librai sì e per un’idea di una lettrice, gettata ad una libraia, gettata ad alcuni librai, raccolta da molti librai, raccolta da moltissimi lettori ci ritroviamo nel turbine di tante nuove storie d’amore libraio-libro-lettore o nel rinsaldarsi di questi vincoli dove il triangolo non solo va considerato, è d’uopo!

 

Libreria W. Meister & co.  di San Daniele del Friuli. Libreria di Manuela Malisano e Paolo Nicli.

 

Diciamoci la verità, se mr. Zuckerberg avesse monitorato l’attività messaggi di fb dello stivale avrebbe notato nei 15 giorni antecedenti alla partenza del Challenge, della sfida quindi, un’anomala viandanza di consigli, esortazioni, incredule espressioni, che da Lecco, e poi Vigevano, si diffondevano come serpentelli imbizzarriti lungo tutto lo stivale e il tutto per cosa? Per dei libri! “No come scusa? Siamo nel 2016 e questi stanno a parlare di gare di libri, della disfida delle storie, mica siamo nel 1016!” e invece sì, d’un balzo, senza accorgersene tutto lo stivale, dal presunto ricco nord est (eccomi qui!), al colto nord ovest, al caotico centro, al signorile sud è incappato nella peggiore delle piaghe tutt’ora incurabili: l’amore. Innamorarsi di un gioco è ancora possibile. Stravedere per i giocatori altrettanto. Giocare insieme per comporre al meglio il biglietto vincente ancor di più. Eh sì, perchè questo sta succedendo, si cercano libri, si aiutano lettori, si spiluccano liste, si incollano timbri, si chiedono recensioni, si pensa e ripensa. Però in questi giorni tre cose rendono me, libraia, felice in particolar modo, la prima è vedere ragazzi entrare in libreria con foglietti, pizzini, foglioni, appunti per chiedere di questo o di tal altro libro regalando a noi librai solo un secondo del tempo che hanno speso a casa o sullo smartphone in autobus tornando dalla scuola per cercarli ma viste le statistiche sulla lettura in Italia quel solo secondo equivale ad una vita; la seconda cosa è la possibilità di rovistare in fondo alla testa, fino in fondissimo a quell’ultimo ostinato neurone, per ritirarvi fuori, come dal cilindro del mago, quel titolo che si era letto e tanto amato eppoi scordato, oppure tanto odiato ma che con certezza al lettore fremente con in mano la sua bella scheda nuova fiammante potrebbe piacere un sacco (de gustibus), e via di Elaine Paige che ti canta Memory in loop nella testa ma i libri in fondo sono come gatti quando ti fanno le fusa dagli scaffali non puoi non raccoglierli; la terza cosa, e la dico per chi come me vuole sempre sapere cosa ci sta dietro alle cose, da dove arrivano, è quello di quotidiano che è nato da tutto questo Italian Book Challenge, cosa? Uno scambiarsi messaggi di aiuto su quello o quell’altro titolo, che non tutti abbiamo la memoria di Pico della Mirandola e non sempre internet ci viene in aiuto ma le menti deformate dei librai si capiscono con pochi dati, un confrontarsi sul tipo di libro e su che categoria potrebbe rappresentare, in fondo le parole sono le stesse ma il libro letto è diverso per ciascuno di noi, un invitarsi qui, uno scambiarsi informazioni la, un fare delle risate su cose piccole, ma soprattutto, caro lettore, un emozionarsi parlando di te, di quello che ci porti quando varchi quella porta, di quanto ti porti via quando te ne esci, di quante storie private piccole dolorose o luminose ci doni rendoci tuo alleato e confidente, di quanto dolore a volte lasci quando te ne vai e pensiamo che non ti vedremo più entrare e chiederci e oggi che mi consigli? E di quanta gioia regali quando ci dici prepara qualche libro cartonato e di stoffa che tra qualche mese dovrò specializzarmi in gare quali lettura con culla o poppata con racconto.

Ecco l’IBC della Meister di San Daniele è questo e spero il vostro sia altrettanto magico.

 

M. Malisano

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