Vita da Libraio

Librai indipendenti

Perché diventare libraio migliora la qualità della vita

Perché diventare libraio migliora la qualità della vita

Mentre tutti in Italia cercavano opportunità di lavoro oltre confine, io che un lavoro in Svizzera ho deciso di cercare un’opportunità per migliorare la qualità della mia vita. Non c’è nulla come inseguire un sogno e provare a realizzarlo per rendere il nostro tempo ricco e denso di emozioni. Così da poco più di due anni ogni giorno mi sveglio con la curiosità di scoprire cosa mi riserverà la giornata, chi incontrerò e cosa mi potrò inventare per far crescere il mio sogno.

Libri al sette è una delle poche librerie indipendenti in questa zona della Brianza.

Una realtà che cerca di ritagliarsi uno spazio e, soprattutto, di diventare un punto di riferimento per il territorio circostante.

Quando qualche cliente ritorna senti di aver fatto bene il tuo lavoro; quando viene per la prima volta perché ha sentito parlare di te o perché ha ricevuto un libro acquistato da te, senti di stare facendo qualcosa di grande, ma è quando si affida ai tuoi consigli che senti di essere molto vicina alla realizzazione personale.

Da libreria indipendente cerco di promuovere editori e autori che spesso non sono conosciuti, ma che puntano sulla qualità.

Se i loro libri hanno per me un senso allora cerco di farli circolare, di strapparli al flusso continuo alimentato dalle continue uscite quotidiane affinché un maggior numero di persone possa “incontrarli”. Uso questo termine perché un libro si incontra e lo si vive, è un’esperienza di immersione, un po’ come quella che si ha ogni volta che si entra in una libreria e si viene avvolti da quella magica atmosfera che solo le parole di carta riescono a creare.

L’IBC in tutto questo arriva come la ciliegina sulla torta: è un gioco per i lettori, ma è una sfida per tutti, librai compresi.

Appena ho ricevuto la lista delle categorie come libraio mi sono subito messa in pista a cercare i titoli giusti, ripescando tra quelli già letti, ma soprattutto cercando ancora cose nuove.

Il primo giorno dell’Italian Book Challenge è stato un via vai di lettori entusiasti, ma anche dubbiosi e impauriti dal numero di libri da leggere.

Queste stesse persone sono tornate e continuano a giocare.

Certo, un po’ di competizione c’è, ma trovo che i lettori abbiamo inteso nel modo più giusto questo gioco: è importante leggere, sono importanti i libri, è importante il rapporto con il libraio.

Si stanno divertendo con i libri e penso che questo sia lo spirito giusto per fare promozione e per aumentare il numero di lettori.

La sfida c’è ma scorre sotterranea.

L’IBC per noi è questo: cercare il titolo più opportuno per la categoria, aiutare e sostenere i lettori nella scelta e creare con loro un rapporto più intimo capace di intercettarne i gusti e le inclinazioni.
Quello le libraio non è un lavoro semplice, ma voi ne conoscete uno più entusiasmante?
 

Carmen Legnante

Libreria Libri al Sette

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Vita di librai di tutta Italia. Qui vi raccontiamo, ogni settimana da una libreria diversa, cosa accade con l’ITALIAN BOOK CHALLENGE.”

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